giovedì 26 marzo 2015

Pier Paolo Pasolini, Saggio su I Promessi Sposi


"I personaggi di del Manzoni sono diventati ... qualcosa come i personaggi delle carte da gioco: si riconoscono per un ghirigoro codificato e fissato per sempre da regole accettate da tutti ormai involontariamente. Si parla di 'Lucia', di 'Don Abbondio', di 'Fra Cristoforo', dell' 'Innominato', come appunto, mescolando disinvoltamente un mazzo di carte ... per me il più bel personaggio dei Promessi Sposi è Renzo, insieme con Don Abbondio e Gertrude ... Renzo è una proiezione nostalgica del Manzoni, una figura di figlio-padre quale egli non è mai stato né mai avrebbe potuto essere: una possibilità perduta per sempre nel mondo. Renzo è il simbolo della salute e dell'integrità. Questo amore per la gioventù solida e ben piantata di Renzo, ragazzo senza problemi, fa sì che il rapporto tra il Manzoni e il suo personaggio sia sempre poetico: le pagine in cui Manzoni parla di Renzo traspaiono sul reale, si confondono col reale, hanno l'assolutezza del reale, e anche la sua sostanziale leggerezza"

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